1979: A NAPOLI UNA FINALE DA BRIVIDI.

Di Carlo Vassotto

Archiviati lo scudetto n° 30 e la terza stella d’oro, la Juventus è chiamata a riconcentrarsi per dare l’assalto a quella che sarebbe la prima stella d’argento del calcio nostrano. Per la prima volta, infatti, una squadra può aspirare alla conquista della decima Coppa Italia e, come sempre accade alle nostre latitudini quando si tratta di tagliare traguardi storici, quella squadra si chiama Juventus. Sul “neutro” di Roma sarà il Napoli a pararsi di fronte ai neo Campioni per cercare di impedire loro di centrare la doppietta scudetto+coccarda tricolori.

La storia dei confronti di Coppa tra bianconeri e partenopei tramanda uno score di 5 vittorie a 3 in favore della Juventus, di cui due (una per parte) ottenute ai calci di rigore dopo sfide secche ad eliminazione diretta terminate in parità. Nessuna di queste, comunque, si è svolta in finale. E allora, se permettete, mi prendo la licenza di dedicare questo ultimo amarcord della stagione ad una finale, pur se disputata contro un avversario diverso, ma curiosamente ospitata proprio dalla città dei nostri attuali rivali.

Mercoledì 20 giugno 1979, stadio San Paolo di Napoli, l’atto conclusivo di quell’edizione della Coppa Italia contrappose la Juventus al Palermo. Davide contro Golia, insomma, i rosanero direttamente dalla serie B a sfidare la Vecchia Signora, reduce da un non esaltante terzo posto in campionato alle spalle del Milan e dell’imbattuto Perugia di Ilario Castagner.

Pronti via e per la Juve le cose si mettono subito male. Un lungo lancio dalle retrovie trova in piena area Conte, l’ala sinistra siciliana è bravo a inserirsi tra Gentile e Zoff e a prolungare verso Chimenti che irrompe dalla parte opposta e in diagonale infila nella rete sguarnita: 1-0.

Comincia fin dal secondo minuto la lunga e faticosa rincorsa bianconera che produce azioni e mischie nei sedici metri palermitani. Tardelli offre a Causio l’occasione di un tiro vincente ma Citterio respinge sulla linea a portiere battuto. Stessa sorte tocca al 34’ a Morini, biondo stopper juventino, che sugli sviluppi di un corner prima impegna Frison in una respinta, poi riprende e batte a colpo sicuro, Magherini salva ad un passo dal gesso della riga di porta. Il tempo si chiude con Frison che vola a deviare in angolo una gran botta di Tardelli (36’).

Dopo una manciata di minuti della ripresa Trapattoni vara un doppio cambio: fuori Morini e Virdis, dentro Brio e Boninsegna. “Bonimba” segna al 12’ ma Barbaresco annulla per fuorigioco. La Juve aumenta la pressione, il Palermo si chiude sempre di più, Bettega viene atterrato in area e subisce un duro colpo al costato che lo costringe a lasciare il campo in barella, con una costola incrinata. Le sostituzioni sono ultimate, i bianconeri ridotti in dieci tentano l’ultimo sforzo, Tardelli sprinta sulla sinistra e crossa rasoterra, Boninsegna non ci arriva per un soffio, la palla percorre tutto il lato lungo dell’area piccola e incontra l’irrompente Brio che si materializza in corsa e di destro scaraventa in gol: 1-1 al 39’, si va ai tempi supplementari.

La Juve con l’uomo in meno si fa più guardinga mentre la stanchezza prende il sopravvento e consiglia anche il Palermo a non rischiare più di tanto. La classe, però, non conosce limiti e la Juve, ovviamente, ne possiede in maggior misura rispetto ai volonterosi avversari. Mentre scocca il 117’ minuto, a tre dalla roulette dei rigori, Tardelli centra da sinistra, Boninsegna stacca e di testa serve Causio appostato al centro dell’area rosanera, il Barone controlla di destro e in mezza girata, con lo stesso piede, piazza il pallone a fil di palo alla sinistra di Frison: 2-1.

Siciliani affranti per l’occasione sfumata, Juventus in delirio per una vittoria attesa ma resa entusiasmante dal tormentato andamento del match, ripreso per i capelli e portato a casa quando tutto sembrava perduto. E’ la sesta Coppa Italia per la società bianconera, forse la più sofferta, una delle più belle.

Scritto da il 20 mag 2012 . Registrato sotto Amarcord, Eventi, Generali, News .

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