24 gennaio 2012. Del Piero scrive la storia nel giorno di Gianni Agnelli
Fa tutto la Juve. Apre e chiude la partita con la Roma e la storia. La storia di Del Piero, ineguagliabile capitano bianconero, che con il goal ai giallorossi sottoscrive il contratto che legherà per sempre la sua carriera alla leggenda juventina: unico giocatore ad aver segnato nei tre stadi. Irraggiungibile, il capitano. Come la rete, una pennellata vecchio stile, “alla Del Piero”, sulla quale nulla può il pur bravo Stekelemburg. Pennellata in tinte bianconere. Perché la Juventus è Del Piero, e Del Piero è la Juventus. Quella dell’indimenticato e indimenticabile Gianni Agnelli, che lo aveva appellato “Pinturicchio”, anni fa. Nove, invece, gli anni che hanno separato la Juve dal suo padre naturale, quell’avvocato che ha contribuito a rendere grande il mito bianconero.
Probabilmente, non farà la storia della società bianconera, ma dimostra di essere un elemento duttile e preparato, il buon Giaccherini, al secolo “Giaccherinho”, come ha avuto modo di appellarlo mister Conte, che apre una partita mai in discussione, dopo appena 5’ minuti. Chiusa, alla fine, con un autogoal di Kjaer allo scadere.
La Juve pone fine al momento positivo della Roma che era cominciato da quella sera di dicembre, quando allo stadio “Olimpico”, bloccò l’allora e attuale capolista della serie A sull’ 1 a 1. Fa tutto la Juve, davanti agli occhi di uno stadio strapieno, come sempre in questa stagione. Ed è un belvedere.
Una storia che fu, e che sarà. Lo sarà grazie ad un gioco, quello plasmato da Conte, che “barcelloneggia” ed entusiasma. Una creatura a sua immagine e somiglianza, tutto carattere e foga agonistica. “Undici piemontesi tosti”, che avrebbero reso felice Gianni Agnelli. Lui si, ha fatto molto.
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