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Abete: “mi auguravo la rinuncia della prescrizione”

A margine del Consiglio Federale che ha concluso la lunga giornata con la decisione, annunciata, di lavarsene le mani in nome dei cavilli legali, il presidente di una Federazione oggi meno che mani credibile si è lanciato in una serie di considerazioni sul merito della questione: “non essendo esistito un atto amministrativo per l’assegnazione dello scudetto, non poteva neppure esserci una revoca, logicamente. Non ci sarebbe stata revoca anche fosse esistito un atto amministrativo, in ogni caso, perché non vanno confusi i ruoli della giustizia sportiva e del Consiglio. La federazione ha deciso di rispettare le regole, tutto si può dire tranne che il Consiglio Federale abbia deciso di non decidere. L’etica non va in prescrizione. Mi auguro che la dialettica tra le parti porti maggiore serenità, mi sarei augurato una rinuncia della prescizione da parte dell’Inter. Non si è verificata una corsa disperata a poter fruire delle intercettazioni e mi sembra che, al di là di una dialettica che rimarrà, non ci sia stata la volontà di andare a ‘vedere’ per completare l’iter“.

Caro Abete, la volontà di far chiarezza e la corsa alle intercettazioni dovevano essere prerogative della Federazione. Doveri non adempiuti, ora dovete solo recitare mea culpa e dimettervi con dignità. Se ne è rimasta.

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Scritto da il 18 lug 2011 . Registrato sotto Calciocaos, Calciopoli attualità, Generali, News .

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