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BB – I Bidoni Bianconeri: Ronnie O’Brien

Quando si parla di Irlanda e Juventus la mente non può che andare ad uno dei più bravi e sottovalutati numeri 10 della storia Juventina: Liam Brady. Eppure l’eroe che regalò lo scudetto della seconda stella alla nostra squadra, con un calcio di rigore realizzato contro il Catanzaro all’ultima giornata, tirato pur sapendo di dover l’anno successivo cedere il passo a Platini, non è l’unico irlandese ad aver vestito la casacca della Vecchia Signora. Spulciando gli almanacchi, ai più attenti capita di imbattersi in un certo Ronnie O’Brien, classico potenziale talento venuto per spaccare il mondo in Italia ma che, di fatto, lasciò unicamente un velo di tristezza e depressione in chi aveva osato sperare in lui. Conosciamone meglio la storia.

Nel 1979 l’Irlanda vede nascere Ronnie O’Brien, per la precisione in quel di Bray,città di mare abbastanza anonima. Ronnie, come il più classico dei bidoni, sogna sin da piccolo di diventare un calciatore di successo. E per realizzare questo suo sogno inizia presto a darsi da fare, giocando sin da tenera età nelle squadre calcistiche della scuola. Non è un fuoriclasse Ronnie, ma ci sa fare, gioca a centrocampo e si fa notare per grande spirito di sacrificio e per le buone doti balistiche.

L’anno magico per O’Brien è il 1997, quando durante il periodo estivo vince il campionato Europeo Under 18 con la proprio nazionale e viene chiamato a giocare, tra lo stupore generale, dal Middlesbrough, club inglese caduto in disgrazia, che annovera tra le proprie fila anche il nostro Ravanelli. Per Ronnie si inizia a parlare di favola, e l’Irlanda sogna di vedere quel figliol prodigo affermarsi nel calcio che conta. O’Brien in realtà al ‘Boro’ rimane due anni, in cui centra sì la promozione nella massima serie inglese, ma nei quali non gioca praticamente mai.

Ciò nonostante, nell’estate del 1999 si compie uno dei miracoli più clamorosi che la storia del calcio mondiale ricordi. Questo ventenne reduce da due anni di sostanziale inattività trova ingaggio addirittura alla Juventus, per la quale firma un contratto di ben cinque anni! I tifosi Juventini si chiedono chi sia questo O’Brien, e la sua storia fatta di pochi, pochissimi successi, e parecchi fallimenti, non alimenta certo grosse speranze.

Difatti, la sua vita in bianconeri, se agli albori promette comunque scintille, ben presto si spegne sotto i colpi della più amara realtà. O’Brien, che intanto dichiara di star benissimo in bianconero – e ci mancherebbe – nel precampionato accumula abbastanza minutaggio, facendo intravedere qualcosina di buono. Ciò non è però sufficiente a conquistarsi la fiducia di Ancelotti, a tal punto che la sua unica presenza ufficiale coincide con quindici minuti scarsi disputati in un match di ritorno valevole per la Coppa Intertoto, a qualificazione abbondantemente raggiunta.

Iniziano a girare voci che questo O’Brien possa essere un serio candidato all’elenco – in verità brevissimo – di bidoni ingaggiati dal quasi infallibile Lucianone Moggi. Il calciatore viene presto spedito a farsi le tanto fatidiche ossa preso altri lidi. Una vita in prestito, sarebbe il titolo adatto a descrivere la carriera calcistica dell’irlandese, nel periodo in cui è sotto contratto con la Juve. L’irlandese, difatti, fino al 2002 non fa che girovagare l’Europa, sempre col patrocinio della Juventus che, a quanto pare, non vede l’ora di scrollarselo di dosso: O’Brien passa da Lugano, poi torna in Italia, annaspando nelle serie inferiori a Crotone in Serie B dapprima, ed a Lecco in Serie C dopo, fino a giungere nelle fredda Scozia, dove nelle fila del Dundee United non riesce a farsi valere neppure un po’.

Insomma, lo scoramento ha oramai preso il ragazzo, quando nel 2002 arriva la soluzione che accontenta tutti: l’irlandese se ne va a giocare nella Major League Soccer, in un calcio abbastanza modesto che sappia esaltarne (…) le caratteristiche. Si accasa a Dallas, dove fino al 2006 è tra i principali protagonisti del campionato di calcio americano. Diviene presto idolo principe della tifoseria, ma nel 2006 deve lasciare il club in seguito a duri contrasti con il tecnico:  si trasferisce a Toronto, rimanendo dunque nella stessa lega. In Canada disputa una sola stagione, in chiaroscuro, prima di chiudere definitivamente col calcio giocato, sempra nella MLS, al San Josè Earthquakes: anno di tantissima grazia 2009.

Di O’Brien ci è onestamente rimasto ben poco, ad alcuni tifosi Juventini lo stesso cognome del calciatore non dice nulla. Eppure si tratta di un personaggio comunque passato alla storia. A suo modo certo, ma il suo segno indelebile O’Brien lo ha lasciato. Il merito è tutto dei suoi fans che, nel 1999, tramite il più classico dei passaparola su internet, lo hanno votato come miglior calciatore bianconero di quella stagione: con tanti saluti a Zidane… Sempre con lo stesso metodo, sempre nello stesso anno, i suoi tifosi lo hanno fatto eleggere tra i personaggi più importanti del secolo per la rivista americana Time. Alla luce di tutto ciò, possiamo tranquillamente affermare che chiunque si aspettasse qualcosa di eterno da O’Brien, di certo non è rimasto poi tanto deluso: cosa vorreste dire al miglior calciatore della Juventus 1999?

Scritto da il 6 ago 2012 . Registrato sotto Bidoni Bianconeri, Generali, In evidenza, iphone focus, News, Rubriche .

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