Come nel 2006, con la pelle più dura

Avranno tanto lavoro da fare, giornali e televisioni, per convincere il calciofilo medio che il tifo juventino è “spaccato” nell’opinione sulla sorte di Antonio Conte in caso di squalifica ( del tutto eventuale, visto che ancora a Conte non è stato neppure tecnicamente concesso di difendersi ). Sospetto questo avanzato dal Corriere dello Sport, con un sondaggio aperto a votanti di ogni fede calcistica e quindi statisticamente privo di qualsivoglia attendibilità.

Sarà un caso, ma dopo un lungo periodo di atteggiamento non accondiscendente, ma certo non bellicoso da parte della testata romana nei confronti di corso Galfer, l’arrivo del cabarettista Zeman e del nuovo direttore Di Paola ( ex Gazzetta e Tuttosport ) hanno ridato fiato alle trombe del caro, vecchio sentimento popolare. Alla buon’ora! Non potevano certo sostenere tutto il lavoro alla Gazzetta dello Sport, per quanto la linea editoriale rosea non abbia pagato in termini di copie vendute:  imparino la lezione al Corriere..

Dovranno faticare, i media, anche per farci digerire la patina dorata del “la Juve non c’entra nulla”. Una cagata pazzesca: tentate di colpire Antonio Conte oggi equivale a prendere di mira la scintilla che ha rianimato il cuore pulsante della Juventus; il vero Fattore che ci ha permesso di svoltare a 180° rispetto alla deriva sportiva, economica, affettiva dell’ultimo terribile lustro.

Motivo per cui, dopo che il trattamento aveva funzionato alla grande con Moggi e Giraudo – travi portanti di una società abbandonata finanziariamente e “politicamente” dalla proprietà, eppure capace di vincere sul campo e nei bilanci – i tifosi juventini non sono disposti ad accettare alcuna decisione sommaria.

I festeggiamenti per lo scudetto non solo non ci hanno lasciato a pancia piena per nuove vittorie sul campo – con Antonio Conte in panchina, ovvio – ma non ci hanno neppure rammolliti dopo cinque anni passati in trincea per Farsopoli ( ed anche qui, siamo solo in attesa dell’appello sull’ambigua sentenza di primo grado ). Non abbiamo dimenticato nulla dell’amaro ingoiato e della bile di cinque anni in cui realmente non si vedeva fine alla caduta.

Non permetteremo che la storia si ripeta. Non lo permetterà la Juventus, che rispetto al 2006 ha irrigidito i muscoli e si è messa a lavorare in silenzio con colpi di mercato che sono eloquenti anche come legittimazione totale di Conte e del fatto di averlo in panchina già da agosto. Non fossero bastate ovviamente le chiare parole di Andrea Agnelli.

Questo non significa che mancheranno momenti di maretta. La palla passa soprattutto ad Andrea e John, vedremo che gioco sceglieranno, soprattutto il secondo, perché dipendesse da Andrea credo non ci sarebbero dubbi sul fatto di indossare l’elmetto: se non altro, a chi gli contesta alcune “virate” e altre occasioni perse in cui si poteva cercare lo scontro frontale, ci ha sempre messo la faccia. John resta nell’ombra, salvo spuntare allo stadio nelle partite di cartello e mettere il faccione ridente dietro un “trenta” mimato con le dita: insomma, quando tifare Juve conviene.

Ma se non altro, i due cugini dovranno scontrarsi anche con la spinta ascensionale proveniente dal basso. Dai tifosi. Fummo divisi e frastornati nel 2006. Oggi annuso l’aria sui siti, blog e forum del potentissimo web bianconero ( cit. ) e vedo che forse non è un superlativo messo a caso: perché siamo parecchi e parecchio arrabbiati.

Ci sarebbero poi anche gli aspetti processuali di giustizia sportiva e penale che non mancheremo di riportare. Ma, almeno per quello che riguarda la giustizia, anzi inquisizione sportiva, la partita non necessariamente segue i binari del diritto, che arrivano poi, vesti formali a decisioni prese altrove. Come accadde nel 2006.

Sarà un’estate caldissima…

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Scritto da il 10 lug 2012 . Registrato sotto Editoriale, Generali, Il punto, News .

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