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Dal Trap a Lippi, passando per Conte, con la Dea sempre in mezzo

Giovanni Trapattoni, Marcello Lippi, Antonio Conte. A parte la juventinità e le grandi vittorie ottenute con la Juventus, in passato hanno tutti e tre avuto a che fare con la panchina dell’Atalanta. In un modo o nell’altro. In principio fu Trapattoni, che dopo una vita nel Milan da giocatore e dopo aver mosso i primi passi da allenatore nella stessa squadra rossonera, sembrava destinato ad assumere la guida tecnica dell’Atalanta. Quando l’accordo con i bergamaschi era ormai cosa fatta, un intervento del mitico Giampiero Boniperti scombussolò i piani degli orobici che, non propriamente a buon cuore, si videro costretti a rinunciare al tecnico di Cusano Milanino. La prima carriera del Trap alla Juve durò dal 1976 al 1986 ed in quel decennio la Signora dettò legge in Italia e in Europa, e mise in bacheca qualcosa come 13 trofei, così suddivisi: 6 scudetti, 2 Coppa Italia, 1 Coppa dei campioni, 1 Coppa delle Coppe, 1 Coppa Uefa, 1 Coppa Intercontinentale, 1 Supercoppa Europea. Parliamo di prima carriera, in quanto c’è stato anche un Trapattoni-bis alla Juve, che va dal 1991-1994, condito dalla conquista di un’altra Coppa Uefa nel 1993.

Quella panchina Giovanni Trapattoni la lasciò ad un’altra colonna portante della gloriosa storia bianconera, ovvero Marcello Lippi. Il tecnico viareggino dopo un lungo girovagare approda sulla panchina dell’Atalanta con la quale conquista un ottimo 7^ posto nella stagione 1992/93. Dopo l’intermezzo napoletano, culminato con un onorevole 6^ posto, fu scelto da Umberto Agnelli per la nuova Juventus della Triade. La sua storia in bianconero, come quella del Trap, è suddivisa in due tranches, una che va dal 1994 al 1999 e l’altra dal 2001 al 2004; in questi 8 anni e mezzo Lippi conquista trofei a grappoli, 13 in totale, tra i quali spiccano ben 5 scudetti, la Champions League contro l’Ajax, la Supercoppa Europea e l’Intercontinentale vinta contro il River Plate. In particolare, il quadriennio che va dal 1995 al 1998 ha visto la Juventus di Marcello Lippi partecipare a 4 finali europee consecutive, 3 delle quali in Champions League.

Ed ora Antonio Conte, che da giocatore è stato un giovane rampante nella Juventus del secondo ciclo di Trapattoni, il perno insostituibile e capitano del primo dominio di Lippi ed una preziosissima ed esperta risorsa nel secondo regno del Marcello nazionale. Nel 2004, dopo aver appeso gli scarpini al chiodo decide di intraprendere la carriera di allenatore, andando a fare il vice di Luigi De Canio alla guida del Siena. Nel 2009/2010 con la Juventus che deve sostituire l’esonerato Ranieri, il suo nome viene più volte accostato alla panchina bianconera (visti anche gli ottimi risultati ottenuti alla guida del Bari, riportato in serie A dopo 8 anni con 4 giornate d’anticipo, grazie ad un gioco spumeggiante) in ballottaggio con quello dell’altro allenatore emergente Ciro Ferrara. La spunterà l’ex napoletano con Conte che inizialmente rimarrà senza panchina, salvo poi essere chiamato a sostituire Angelo Gregucci alla guida dell’Atalanta. L’esperienza sulla panchina della Dea non è delle migliori e Antonio, dopo 13 punti ottenuti in altrettante giornate, decide di dimettersi. L’anno dopo riparte dalla serie B, ed alla guida del Siena conquista nuovamente una promozione in serie A, stavolta con 3 giornate d’anticipo. Al termine del campionato, e con la Signora reduce dal fallimento di Delneri, gli si presenta l’occasione della vita: Andrea Agnelli decide di premiare la sua perseveranza offrendogli un contratto biennale per riportare la Juventus nelle posizioni che storicamente le competono; Antonio Conte non esiterà nemmeno un attimo ad apporre la sua firma su quel contratto.

Come si può ben notare, tutte le circostanze trovano due comuni denominatori: l’Atalanta nel percorso da allenatore e le grandi vittorie ottenute come tecnici bianconeri. I primi dati ci sono, i secondi….

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Scritto da il 20 gen 2012. Registrato sotto Generali, Juve VS..., News, Serie A 2011/2012.

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