Tra le pagine del proprio sito, Canale Juve ha il piacere di ospitare Andrea De Benedetti, firma illustre di GS (Guerin Sportivo), GQ e Manifesto. De Benedetti ha un passato di ben nove anni, da insegnante di linguistica italiana all’università di Granada, in Spagna, ed è autore di varie fatiche letterarie, come  “Val più la pratica, piccola grammatica immorale della lingua italiana” (2009).

Ecco di seguito il contenuto dell’intervista che Andrea ha rilasciato in esclusiva a Canale Juve:

Chi pensi sia, tra i nomi fatti in questa fase di mercato, quello più adatto all’attacco della Juventus? Chi verrà invece preso?
Uno tra Van Persie e Higuaín, ma un nome solo non basta. Personalmente farei follie per Hulk, ma non mi risulta sia in agenda“.

Quale è il tuo parere in merito alla vicenda Del Piero?
La vicenda Del Piero è stata un clamoroso autogol mediatico della Juve. Cosa ci voleva a chiedere che fosse lui ad annunciare il suo addio e a consegnargli sin d’ora, con cerimonia pubblica, le chiavi di un ufficio da dirigente (da occupare quando lo ritenesse opportuno)“.

Daresti un’altra opportunità a Elia e Krasic, oppure li cederesti al miglior offerente?
Krasic deve emigrare in fretta in un paese dove i difensori abbocchino ancora alle sue finte. Se lo trova. A Elia secondo me si dovrebbe dare una seconda opportunità. Che poi, a ben vedere, sarebbe la prima“.

Visto che sei specializzato nel calcio spagnolo, chi secondo te, tolti i soliti noti, potrebbe fare bene alla Juventus o comunque nel calcio italiano in generale?
Stravedo per Muniain dell’Athletic, Isco del Málaga e Adrián dell’Atlético, ma mi sembrano più attrezzati per il tiqui-taca che per il calcio heavy metal nostrano“.

La nazionale di Prandelli potrà fare bene all’Europeo? Chi avresti portato tra quelli lasciati a casa?
Bisognerà seguirla con simpatia e pazienza. Cassano e Balotelli sono capaci di tutto ma anche di niente. Vista la cornice – leggi: calcioscommesse – i quarti sarebbero già un risultato più che dignitoso. Tra gli esclusi, mi sarebbe piaciuto vedere Verratti al posto di Montolivo“.

Che parere hai in merito alle dichiarazioni di Monti, relativamente ad una chiusura del mondo del calcio per qualche anno?
La proposta di Monti è suggestiva ed emotivamente condivisibile, ma nella sostanza è demagogica e impraticabile. Il calcio credo che sia la quarta industria del Paese. Se lo aboliamo, altro che Grecia…

E’il peggior momento del calcio che tu ricordi? O c’è stato un momento più basso?
Secondo me ci sono stati momenti peggiori. Lo scandalo di inizio anni ’80, fatte le debite proporzioni, era più grave, perché coinvolgeva giocatori e società più importanti. E a quell’epoca i calciatori erano imbottiti delle peggio cose. E la qualità del gioco era infame. Meglio oggi, nel complesso“.

Sei abbastanza giovane, chi è il tuo punto di riferimento nel panorama del giornalismo sportivo italiano?
Mura, Beccantini, Crosetti, Romagnoli. Amo molto le donne che scrivono di sport (Emanuela Audisio, Gaia Piccardi, Giulia Zonca) per la loro capacità di raccontarlo con sguardi trasversali“.

Quale è il tuo pensiero in relazione all’attuale momento che sta vivendo il giornalismo? E l’informazione di oggi secondo te pecca di faziosità? Ovviamente mi riferisco non alle testate dichiaratamente di parte.
È un discorso molto complesso. Quello che vedo, specie su internet, è un giornalismo sempre più iperspecializzato, il che è un bene, ma sempre meno attento alla scrittura, il che è un male. A parte i giornali ‘di partito’ (Tuttosport in primis) non vedo tutta questa faziosità, ma l’ambiente è talmente avvelenato e avvezzo alla dietrologia che è impossibile, per dire, parlare di Calciopoli senza essere accusati di partigianeria dall’una o dall’altra fazione“.

Chi è il più forte calciatore che hai mai visto giocare dal vivo? E la partita più bella?
Il calciatore più forte che ho visto dal vivo è Messi. Quello che mi ha impressionato di più è stato Ronaldinho. Quello che ho amato di più Platini. La partita più bella? Juve-Real 3-1 Champions 2003 ex-aequo Spagna-Russia 3-0 Euro 2008“.

Ci parleresti del progetto Slow Foot (per chi volesse darci un’occhiata, www.slowfoot.eu ndr), da te portato avanti con la collaborazione di altre firme illustri?
Slow Foot è una somma di scommesse antistoriche e forse antieconomiche, ma al tempo stesso affascinanti: appoggiare il calcio di base, sostenere l’integrazione attraverso il calcio, educare al gusto per il gioco e non solo per il risultato, rivalutare il calcio giocato, scritto e ascoltato rispetto a quello soltanto visto. Non siamo dei moralizzatori, non promettiamo palingenesi, ma siamo (appena) nati per dare voce a tutto il calcio colto, intelligente e socialmente utile che c’è, e ti assicuro che ce n’è tantissimo. Tra i nostri fiancheggiatori abbiamo nomi noti (i suddetti Mura e Beccantini) e una pletora di associazioni, piccole società e semplici appassionati che adorano il calcio ma non hanno alcuna intenzione di rassegnarsi a lasciarlo nelle mani dei delinquenti“.

Canale Juve ringrazia Andrea De Benedetti per la sua competenza e disponibilità.