ESCLUSIVA CJ – Intervista a Massimo Zampini
Ennesima esclusiva targata Canale Juve. Stavolta è il turno di Massimo Zampini, noto nell’ambiente bianconero anche col nomignolo Er go’ de Turone, una delle colonne bianconere nella battaglia “farsopolesca”. A voi l’intervista…
Nome
Massimo (Er go’).
Cognome
Zampini (de Turone).
Mestiere
Avvocato.
Squadra del cuore
L’unica possibile.
Entriamo nello specifico partendo da argomenti “leggeri”, calcio giocato. Dopo una manciata di apparizioni ufficiali, la Juventus targata Antonio Conte ha mostrato di essere ancora squadra in divenire, con pregi e difetti assortiti. Andamento altalenante che forse lascia l’amaro in bocca per l’entusiasmo di partenza. Ci fai un piccolo resoconto personale di questo scorcio di stagione?
Beh non direi, anzi ascoltando la gran parte dei giornalisti sportivi è stata allestita una squadra destinata a stento a giocarsi l’approdo in Europa League. Ora, magari finirà così, ma l’inizio, in termini di risultati, intensità e qualità del gioco mi pare decisamente sorprendente. In particolare, si rivede un carattere che era sparito da troppo tempo.
Dal giorno dell’assemblea azionisti, con l’ormai famosa frase di Andrea Agnelli, passando per l’inchiesta stadio condotta dalla procura di Torino, e la visitina a domicilio targata Consob, la Juventus ha visto forse rompersi quell’aura di serenità assoluta che si era imposta da inizio campionato. Qualcuno ha parlato di attacco mediatico premeditato, altri addirittura di “agguato”. Esagerazione, oppure siamo di fronte ad un colpo di coda del mai sopito “sentimento popolare”?
No, niente complotti, lasciamogli agli altri. Un dato è certo, la Procura di Torino è molto ma molto ma molto più scrupolosa di altre, che si parli di doping, stadi o altri argomenti. Quanto al’agguato mediatico,certamente il sentimento popolare è creato dai media, che con facce contrite e titoli terribilmente preoccupati fanno pensare a un possibile imminente crollo dello stadio. Lo stesso vale per il doping, tutti angosciati per la salute degli atleti, ma dopo il processo Juve non ho più letto un titolo sull’argomento. Evidentemente il problema doping è stato risolto con quel processo.
Anche Galliani e Moratti tuttavia si sono lamentati, in più occasioni, di presunti attacchi a mezzo stampa, entrambi in realzione a critiche ritenute eccessive visti i risultati delle milanesi. Forse sono stati abituati troppo bene in questi anni?
Hanno ragione, i media italiani ce l’hanno con le milanesi. Mediaset contro il Milan, Gazzetta e Corriere della Sera contro l’Inter, come giustamente fatto notare da Moratti questa estate. Del resto, tutti sanno che Fabio Monti, Nicola Cecere e compagnia sono sfegatati anti interisti. Certo, vista così allora io e Antonello (Angelini, n.d.r.) ce l’abbiamo con la Juve.
In assemblea molti azionisti hanno riportato sensazioni negative riguardanti l’atteggiamento del management, accusato di aver fornito risposte fin troppo evasive ai piccoli azionisti che chiedevano conto della grave perdita d’esercizio e delle strane modalità dell’aumento di capitale originiariamente pensato per annullare le azioni circolanti. Qual’è la tua opinione a riguardo?
Guarda, sono questioni che bisogna conoscere dal di dentro per esprimere un’opinione compiuta. Io non ero presente, non conosco i bilanci nei particolari, non sono un esperto di modalità di aumenti di capitale. Una cosa certa: i piccoli azionisti fanno benissimo a farsi sentire e a pretendere la massima trasparenza. La Juventus deve essere un esempio anche in questo.
Passando al versante giudiziario: fra qualche giorno si arriva finalmente alla sentenza di primo grado a Napoli. Sensazioni?
L’associazione a delinquere mi pare crollata definitivamente: può esistere un’associazione dove gli associati sperano che vincano le società nemiche? O dove gli arbitri associati arbitrano la società protetta più severamente rispetto agli altri? Che razza di associazione è? Anche le frodi, in tutta franchezza, non stanno in piedi. Giocatori presunti diffidati che invece non lo erano, accuse basate su accenni fatti in mezza telefonata, chiamate fondamentali dimenticate..
Ciò detto, ci saranno tante pressioni, è un caso ormai nazionale, non si può escludere una qualche condanna in primo grado, che a mio parere verrebbe certamente ribaltata in appello.
Ormai il castello accusatorio è stato vivisezionato punto per punto e, in gran parte, demolito sin dalle fondamenta. Resta in bilico soltanto la questione delle sim svizzere, secondo molti troppo poco per portare a processo decine di persone. Quanto è affidabile il teorema costruito con modi e tempi discutibili dai Carabinieri del R.O.N.O.?
Al di là dei dati controversi e delle artigianali modalità di indagine, poco al passo con i tempi, il teorema della sim svizzere crolla prima di cominciare a parlarne. Ma come, io parlo in segreto con gli arbitri associati e questi mi arbitrano peggio degli altri? E ho bisogno di chiamarli 30 volte prima di una partita, per dire di aiutarmi? Non è scontato, dal momento che ti do una scheda svizzera e sei un mio associato? E’ una tesi ridicola: anzi, se venisse fuori che davvero Moggi ha dato schede svizzere agli arbitri, vorrei capire a che pro gliele ha consegnate, visto che non sono minimamente servite ad aiutare la Juve.
Siamo passati da “l’Inter non telefonava” a “i contenuti sono diversi” per giungere poi a “conta il tono”, fino ad arrivare ad un lapidario “noi ci si difendeva”. Eppure Inter – Juve del 2004 fu “preparata in un certo modo”, di certo non per favorire la Juventus. Come si può affermare che quelle telefonate (dalla Bergamo – Carraro fino all’ultima Bergamo – Fazi) siano un “autogol della difesa”?
Beh, questo ormai lo sostengono solo alcuni interisti, rimasti privi di argomenti. Per il resto, oltre al silenzio degli organi amici e conniventi, chi ne parla sa bene che quella telefonata Bergamo – Fazi smonta tutto: smonta il teorema che il sorteggio fosse truccato, visto che i due riconoscono che Rodomonti è il meno adatto. Smonta la tesi (deboluccia, a dire il vero) Scarpini, secondo cui Bergamo e Fazi tramassero in segreto contro l’Inter. Smonta l’intera cupola, perché due associati non possono augurarsi, in una conversazione privata, la vittoria della società da distruggere. La Bergamo – Rodomonti per alcuni versi è ancora più dirimente: ma come, il vice capo cupola dice all’arbitro di favorire l’inter contro la Juve? Così il Milan sarebbe arrivato a meno tre punti, altro che partita inutile e contentino per gli antijuventini…
Capitolo giustizia sportiva: non possiamo fare a meno di registrare l’impasse dell’Alta Corte del Coni che prende tempo in Camera di Consiglio non sapendo come pronunciarsi sulla vicenda delle radiazioni. Tuttavia essendo giustizia sportiva, non c’è da essere molto ottimisti, visti i precedenti. Quant’è forte l’imbarazzo di chi è chiamato a giudicare sapendo che qualsiasi scelta sarà foriera di conseguenze negative per tutto l’ordinamento?
Ci sono pressioni forti, su tutti gli organi chiamati a decidere. Ma chi giudica deve (dovrebbe) essere più forti delle varie pressioni, agendo solo secondo diritto. Forse è un’utopia, ma alla fine un giudice che decide secondo coscienza di solito lo si trova, in primo grado o in quelli successivi. Certo, la Federazione è stata veramente tragica, si è mostrata vigliacca o del tutto impotente. E’ un obbrobrio giuridico affermare che non si può revocare uno scudetto a suo tempo assegnato a tavolino! E ancora più comica risulta la spiegazione, secondo cui non vi era mai stato un atto di assegnazione. Campioni per volontà divina, beati loro.
Accostare Cobolli Gigli ad Andrea Agnelli suona quasi blasfemo, eppure tanto il primo quanto il secondo, a cinque anni di distanza, si sono appellati alla violazione del principio di equità e parità di trattamento. Come andò a finire allora lo ricordiamo bene, secondo te c’è il rischio che anche Agnelli finisca con il fare dietrofront, come già nel 2006 la dirigenza “smile” fece con il ricorso al Tar?
Hai detto bene, il paragone non sta in piedi. Andrea Agnelli sta lottando con i fatti per avere giustizia. Sta ridando orgoglio ai tifosi, che finalmente hanno nuovamente un presidente che davvero li rappresenta fino in fondo. L’antipatia dei tifosi avversari per lui è sintomatica, attesta che sta lavorando bene, come si deve.
Andiamo a chiudere. Sabato si è giocata Inter-Juve: l’odio fra le due compagini ormai è abbondantemente andato oltre il decente; qual è il vostro pensiero sui cori e gli striscioni inneggianti la morte di qualcuno, Facchetti o vittime dell’Heysel che siano?
Gli striscioni sull’Heysel preferisco non commentarli. Come non rispondo a chi, preso dall’odio e dalla totale assenza di argomento, parla di “coppa sporca di sangue” e altre idiozie simili. Quanto ai cori su Facchetti, sinceramente non capisco i tifosi juventini: chi si nasconde dietro Facchetti è l’attuale società, e con quella bisogna eventualmente prendersela (in termini civili, si intende). Non con i tifosi avversari, che tifano la loro squadra e tendono a non vederne i difetti, e tantomeno con Facchetti o con altre persone decedute. Ciò detto, non odio affatto l’Inter, ci mancherebbe. Nutro poca stima per i suoi dirigenti, e ancora meno dopo aver saputo che oltre a lagnarsi per ogni sconfitta, spiavano rivali e arbitri. Ecco il comportamento più antisportivo che si possa immaginare, altro che le leggende su sim svizzere, Bergamo, Fazi e compagnia.
L’Inter non è nel suo miglior momento storico, ma vincere come si è vinto sabato sera cosa significa per il futuro bianconero?
Niente di particolare, l’Inter la battevamo spesso prima, la battiamo ancora più frequentemente dopo auricchiopoli. Nei 12 anni di triade, si sono giocati lo scudetto solo due volte, di cui una finita ingloriosamente davanti a 80000 amici e 22 giocatori uniti dallo stesso scopo. Anzi 21, perché a rovinare i piani è bastato il solo Poborski. Un altro associato, probabilmente.
Chiusura soft: cosa significa essere juventini in una città come Roma?
Splendida la città, pur con tutte le sue contraddizioni. Fantastica la squadra, pur con tutti i problemi di questi anni. Chi sta meglio di noi?
Bene così. ti liberiamo. Grazie Massimo, è stato un piacere ed un onore averti come ospite di CJ. Ci sarà una prossima volta?
Grazie a voi. Potremmo bissare dopo la sentenza.
Un salutone tutto bianconero allora, sempre FORZA JUVE!
Forza Juve, I love football.
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