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ESCLUSIVA CJ – Massimo Bonini: “Juve, uno Scudetto tra i più belli della storia, ti spiego perchè…Terza stella? Vi dico come la penso”

di Mauro Sarrica

Polmone perpetuo, stakanovista, maratoneta. Ci sarebbero tanti modi per definire Massimo Bonini, ma forse non è corretto trovarne uno appropriato perché “Ero un tuttofare, correvo continuamente in ogni zona del campo, non mi fermavo mai…”. Il biondo sammarinese è stato infatti il classico mediano per eccellenza, l’unico in grado di guidare il motore juventino anche dopo il glorioso interregno del mitico Furino. Dicono sia stato la guardia del corpo di Le Roi Michel. Etichetta che, però, sembra non gradire molto in quanto “Alla Juve il successo deriva dalla forza del gruppo, non è il singolo che fa la differenza. Prima di essere campioni, dentro di noi avevamo lo spirito da gregari”. Idee inattaccabili, limpide e sibilline. Animo battagliero e leale che da sempre l’ha contraddistinto in campo. L’incarnazione del vero Stile Juventus. Quello stile, espresso in esclusiva a Canale Juve, che ti porta a considerare lo Scudetto vinto dai Conte Boys come “uno dei più belli e sentiti perché è stato vinto grazie alla forza dell’intero gruppo”:

 

Mister Bonini, domenica sera finalmente è arrivato il momento tanto atteso da milioni di tifosi juventini. Che sensazioni ha provato da ex giocatore della società più vincente d’Italia?

“E’ stato tutto molto bello. E’ uno scudetto particolare. Ascoltando le dichiarazioni di Del Piero e Buffon si capisce subito quanto sia considerato dal sapore speciale. Essere rimasti da campioni del mondo, affrontare la serie B e poi riuscire dopo sei anni nuovamente a trionfare rappresenta una storia d’altri tempi, che li ripaga di tutti gli sforzi fatti. Sono quei classici aspetti che portano la gente ad innamorarsi ancora oggi di questo sport”.

 

Di chi è il merito principale di questa straordinaria cavalcata tricolore?

“Di tutti, nessuno escluso. Quando si centra un obiettivo importante, i meriti vanno divisi equamente tra tutte le componenti. Società, allenatori, giocatori fino all’ultimo dei magazzinieri. Hanno allestito un team competitivo, ben assortito. Complimenti davvero”.

 

Quanto incide secondo Lei in questi casi la mano di un allenatore come Antonio Conte? Possiamo dire che, a parte il lavoro perfetto di equipe, il vero valore aggiunto sia stato proprio lui?

“Assolutamente sì. Ha riportato dentro l’ambiente entusiasmo, carica e voglia di vincere. Caratteristiche che negli ultimi anni si erano un po’ smarrite. In più ha fatto rendere al massimo e anche oltre le loro reali potenzialità alcuni giocatori, quindi senza dubbio ha inciso tantissimo. Le sue doti si sono rivelate fondamentali. Non è mai facile gestire un gruppo di campioni, lui ci è riuscito alla grande. Giorno dopo giorno ha acquisito una leadership sempre maggiore”.

 

A parte gli elementi maggiormente citati dalla critica come Del Piero, Pirlo e Buffon, chi merita una menzione, in particolare tra i meno noti?

“Io citerei Giaccherini. Per me non è una sorpresa perché ho avuto modo di vederlo all’opera spesso a Cesena, ma di solito l’impatto con una realtà di livello mondiale per chi viene dalla provincia potrebbe presentare all’inizio parecchie insidie. Lui però si è subito integrato e a suon di ottime prestazioni si è guadagnato la fiducia dell’allenatore, rivelandosi una pedina preziosa per il suo scacchiere tattico”.

 

Il prossimo anno la Juve riassaporerà l’aria della Champions League. Dove va potenziato l’organico per competere alla pari anche in Europa?

“Servono tre innesti, uno per reparto. Prima di tutto un difensore dalla grande esperienza internazionale. Questo senza nulla togliere a quelli attuali presenti in rosa che anzi hanno disputato un’annata strepitosa, come ad esempio Barzagli e lo stesso Bonucci per non parlare di Chiellini. Per primeggiare anche in Europa non basta purtroppo. Poi va inserito un attaccante da almeno venti gol a stagione, come Higuain o Van Persie, e un centrocampista di valore che dia respiro ai tre titolari”.

 

Non possiamo non chiudere con un suo parere sulla situazione relativa all’inserimento della terza stella sulla maglia del prossimo anno. E’ d’accordo con il pensiero espresso ieri da Andrea Agnelli?

“Dico che la Juventus sul campo ha vinto trenta scudetti. Il presidente fa bene a portare avanti le sue idee, sa quello che fa”.

 

Scritto da il 8 mag 2012 . Registrato sotto Esclusive, Generali, Il punto, News .

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