Dopo aver “vissuto” Calciopoli con un trasporto tale da restare quasi spiazzato da alcuni episodi e da tutti gli sviluppi a cui stiamo assistendo in questi giorni (lo so, sembra una forzatura quanto sto dicendo considerando che sono pochissimi gli organi d’informazione che ci stanno informando sul caso Telecom), avevo pensato che forse sarebbe stato meglio disintossicarmi da certe faccende, e per questo avevo pensato di restar lontano dallo scandalo del calcioscommesse. Purtroppo, però, questo buon proposito l’ho dovuto mettere parzialmente da parte perchè ho il cattivo vizio di non saper restare con le mani in mano quando noto qualcosa di strano che, non so (o forse si, ma questo è un altro discorso) per quale motivo, quasi nessuno ha la voglia o il coraggio di raccontare.

Fermo restando che mi sto avvicinando solo da qualche giorno a tutta questa storia, premessa necessaria per inquadrare la visuale di chi sta scrivendo, qualche piccola curiosità mi è già venuta, qualche piccola curiosità che non riesco a soddisfare leggendo in giro per il web, o ascoltando i vari servizi in questo o quell’altro telegiornale alla tv.

Sarà che sono il solito pazzo visionario juventino, megalomane e soggetto a crisi di egocentrismo e vittimismo, ma magari esprimendo qui i miei dubbi riesco a cogliere nelle risposte che riceverò quei fattori che ad oggi mi mancano per capire a pieno alcune circostanze.

Andiamo al dunque, e, vista la mia premessa, non meravigliatevi se presterò parecchia attenzione alle non-analogie con Calciopoli.

Parto col ruolo dei pentiti o pseudo tali. Intanto mi vengono i brividi a pensare alle parole di Locatelli, uno dei soggetti implicati nella questione, e al quale è stato proposto di svuotare il sacco per avere sconti di pena, senza però accertarsi che quel sacco fosse fondato su verità, senza neanche accertarsi della colpevolezza del giocatore stesso. In accostamento ideologico a ciò, mi viene in mente Filippo Carrobbio, colui che ha “invitato” al ballo anche Antonio Conte, attuale allenatore della Juventus: ammesso e non concesso che quanto raccontato da Carrobbio sia vero, come mai nessuno dei giocatori del Siena presente alla riunione tecnica di cui si parla è indagato per omessa denuncia? Quel Carrobbio che, secondo la moglie, “è un ingenuo dalla scarsa personalità che gli porta a fare cazzate: un’attendibilità invidiabile…

Vogliamo parlare del reato di frode sportiva? Non mi sono chiari alcuni aspetti: nell’estate del 2006 si presero decisioni anche retroattive (revoca degli scudetti 2005 e 2006 alla Juve, assegnazione dello scudetto 2006 all’Inter), oggi le società coinvolte pagheranno esclusivamente in futuro. Per non parlare di gare truccate e non: il campionato 2004/2005 non risulta truccato in neanche uno dei suoi 34200 minuti (più recupero), ma alla Juventus furono dati complessivamente 121 punti di penalizzazione, mentre al Grosseto (una squadra a caso, eh?!), per complessive 8 gare truccate, sono stati dati 6 punti di penalizzazione da scontare nel prossimo campionato. Mi spiegate tanta incoerenza a cos’è dovuta?

Fa male, da amante del giornalismo e dell’informazione, leggere accuse neanche velate da chi il sottoscritto può solo prendere come esempio: non è mai carino fare nomi, ma, col massimo rispetto per chi sto per citare, perchè guru del giornalismo italiano come Mola, Travaglio e Ziliani si ostinano a vedere il marcio a tinte bianconere (sia che si parli di Buffon, sia che si parli di Conte) senza mai citare certe stranezze tanto evidenti da fare rumore anche se nessuno ne parla?

E attenzione, amici lettori, diamo anche per buono (chi ha mai letto un mio pezzo a riguardo, però, sa che non è la mia idea) che tutto quanto successo in Calciopoli sia qualcosa che la Juventus ha meritato per le malefatte (?) dell’allora dirigenza, non è questo il punto oggi. In merito a questo, invece, voglio solo augurare un grosso in bocca al lupo a Narducci, ormai ex assessore del comune di Napoli: come proseguirà, adesso, la sua brillante carriera?