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Il ritorno del gufo

di Carlo Vassotto

“Noi vinciamo senza rubare”, cantavano i prescritti gonfiando il petto per festeggiare i loro scudetti di cartone o di altro materiale di infima lega, noi da mercoledì sera possiamo affermare senza tema di smentita che “vinciamo anche senza giocare”.

Conclusa con un viaggio a vuoto nella bufera la trasferta di Parma, la Juve capolista ha potuto accomodarsi davanti alla tv a sbirciare le performances delle altre dimoranti nei quartieri alti  della classifica e godere di esiti inaspettati e promettenti che ne hanno confermato la meritata leadership senza colpo ferire.

Il Milan ha inanellato la quarta sconfitta in scontri diretti, indizio allarmante per le ambizioni tricolori dei rossoneri; l’Inter ha racimolato solo un punticino nella polare serata milanese dominata dal fattore M (poker di Milito, terno di Miccoli, ambata di Mantovani); il Napoli ha steccato ancora non riuscendo a superare l’attenta difesa cesenate e abbandonandosi poi a copiose lacrimazioni per un gol annullato in extremis a Pandev; la Roma ne ha prese quattro a Cagliari ed è tornata a casa in rigoroso silenzio; in controtendenza soltanto l’Udinese che ha battuto il Lecce anche in virtù del prezioso apporto di Michele Pazienza, nostro freschissimo “ex” andato addirittura in gol alla prima azione con la sua nuova maglia. Nel complesso un bilancio più che positivo, da far inorgoglire chi si fosse eventualmente impegnato a “gufare” per riempire il vuoto emozionale provocato dal rinvio della nostra partita.

Vi confesso che finora, in questa stagione, non ho sentito particolari esigenze di distribuire malocchio in giro, la forza della Juve mi ha finora indotto a dedicarmi a sostenere i nostri ragazzi e a non sprecare energie nervose tifando “contro” qualcuno. Buon segno, indubbiamente, ulteriore conferma dell’ottimo rendimento bianconero e della fiducia che trasmette la squadra di Conte, capace di far fuoco con la propria legna e di primeggiare senza curarsi del modo di procedere altrui.

Gufare, insomma, appare pratica al momento perfino superflua, ciononostante ammetto che questo turno infrasettimanale mi ha risvegliato vecchie tendenze e spinto a festeggiare senza troppo ritegno le meneghine disavventure. I gol di Hernanes, finalmente… profetico, e di Rocchi, spesso puntuale all’appuntamento con il gol, mi hanno trasmesso emozioni d’altri tempi prettamente legate alla loro benefica incidenza sulla classifica, mentre quelli di Miccoli, per quanto meno importanti in quell’ottica, sono stati a dir poco esaltanti, perfidamente sublimi, impagabili brividi di autentico godimento.

Più che gufate vere e proprie, quindi, reazioni molto compiaciute a fronte del realizzarsi di accadimenti propizi e insperati, a cui abbiamo potuto dedicarci con particolare attenzione stante la forzata sosta ai box della Juve, fermata soltanto dalla neve ma ugualmente inafferrabile per i suoi inseguitori.

Vincere anche senza giocare. Non è che stiamo esagerando?

Scritto da il 4 feb 2012. Registrato sotto Editoriale, Generali, Il punto, News.

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