Intervista a G.Zaccone, presidente del club DOC Borgia
Qualche giorno fa vi avevamo presentato lo Juventus Club DOC Borgia “Roberto Bettega”, e adesso eccoci qui con l’intervista rilasciataci dal presidente del club Giuseppe Zaccone.
Il Vostro CLub è intitolato a ROBERTO BETTEGA). Che cosa rappresenta per voi questo nome? Ci racconti brevemente la storia del Vostro Club, e le relazioni che uno Juventus Club Doc può tessere nella realtà sociale locale, stante il gran numero di tifosi Juventini sparsi dalle Alpi alla Sicilia.
Nel momento in cui il club è stato fondato Bettega era il calciatore più rappresentantivo della Juve, dimostrando in tutta la sua carriera, sia di giocatore che da dirigente, di essere uomo simbolo della storia bianconera, chiaro esempio di Umiltà eleganza ed intelligenza, doti non comuni a tutti ma di necessaria importanza per entrare nella storia di una grande società come la Juve. Come già anticipato nella presentazione del nostro Club, il quale è stato fondato nel 1980 e ufficializzato nel 1986 con atto costitutivo dal Notaio, abbiamo collaborato sin dai primi tempi con diverse associazioni umanitarie come Unicef e Airc per raccolta fondi, abbiamo promosso anche varie attività di divulgazione della fede bianconera, organizzando svariate feste con i tifosi e tesserati, per non parlare delle numerose trasferte per seguire la nostra signora in Italia e all’estero.
Con la morte dell’Avvocato e del Dottore l’intera galassia Fiat, compresa la Juve, è passata di fatto ad una nuova generazione di manager e rappresentanti di famiglia: mancanto la generazione “di mezzo”, le responsabilità sono cadute di fatto su una classe di trentenni, come John Elkann e Andrea Agnelli. Qual è la sua opinione sui due rampolli di famiglia, tenendo conto anche del loro legame con la Juve, peraltro apparentemente molto diverso per intensità nei due casi.
Effettivamente la differenza tra una gestione e l’altra si è notata, infatti ha dovuto prendere le redini della squadra un “AGNELLI” per poter riportare l’entusiasmo e lo stile Juve nel cuore dei tifosi, in quanto con la precedente gestione (deludente) se notata una certa freddeza nei rapporti tra società e tifosi e di conseguenza i risultati (come abbiamo purtroppo notato) sono stati negativi. Spero che il nostro presindente Andrea non perdi per strada l’entusiamo e l’attacamento che ci sta dimostrando giorno per giorno.
Fino al 2006 la Juventus ha rappresentato un modello di gestione economico – societaria di altissimo lignaggio: Bettega, Moggi, Giraudo, la celeberrima Triade tanto in uggia ai competitor e tanto caduta in disgrazia con Calciopoli. Da Juventino di lungo corso, come giudica ex post le figure di Giraudo e Moggi, e che idea si è fatto, a distanza di anni, di Calciopoli?
Bastano soltanto tre parole per descrive Calciopoli “TUTTO UNA FALSA”, il mio giudizio non può che essere positivo nei confronti dell’amata e mai dimenticata Triade, purtroppo dirigenti ed esperti di calcio come loro sono rari nel mondo di oggi. Detto questo è inutile ancor oggi parlare di calciopoli in quanto i fatti a cui stiamo assistendo parlano da soli, purtroppo solo i giudici ed i dirigenti federali non vogliono essere obbiettivi.
Da oltre un anno ormai il management di corso Galileo Ferraris è mutato profondamente, con pieni poteri delegati a Marotta: va detto che, pur con le attenuanti del caso, il primo anno di gestione post – Blanc non è stato dei più felici, per usare un eufemismo. Quest’anno Marotta è tenuto a dimostrare le proprie capacità in una sorta di prova d’appello: lei che idea si è fatta della nuova figura dell’ex D.G. della Samp e dello staff che di fatto ha trasmigrato da Genova a Torino, alla luce dei risultati dell’ultimo anno e delle prospettive future?
Qualcosa dall’anno precedente ad oggi è cambiata, ma ancora non basta, la tifoseria bianconera è abituata a ben altri livelli calcistici (vedi Moggi and Triade), comunque si comincia a vedere, dopo tutti questi anni bui, un pò di luce, Speriamo bene.
Dopo le scelte – limitandosi a coloro che hanno iniziato una stagione, e non a chi è stato chiamato in corsa – Deschamps, Ranieri, Ferrara e Delneri la Juve ha scelto di ripartire da Antonio Conte, ex Capitano, sicuramente uno dei giocatori che più di altri incarnano quella dedizione al lavoro e quella volontà vincente da sempre radicate nei valori della Juventus: una scelta coraggiosa e suggestiva. Cosa pensa di Antonio COnte sulla panchina bianconera, rischio di un Ferrara bis, oppure sensazioni positive?
Conte da ex calciatore della Juve sa bene che deve soltatno vincere, entusiamo ed energia non gli mancano ma solo un pizzico di esperienza in più, in quanto ultimamente non ha le idee molto chiare su come impostare il gioco della squadra, ma con animo e orgoglio stiamo riuscendo a raccimolare (pur giocando bene) la vittoria o punti importanti sudando più del dovuto fino alla fine. Speriamo che il nostro ex capitano riesca a schiarire le idee e farci sognare ancora una volta.
Ci rievoca un momento legato alla storia della Juventus cui Lei ed il Club sono legati da un particolare legame affettivo?
Essendo io giovane Presidente posso solo rievocare una gioia del passato che tutti i tesserati (anziani e non) del nostro club abbiamo vissuto insieme nelle strade del nostro paese, la finale di Champions League del 1996 Juventus – Ajax, partita sofferta fino alla fine e oltre con i rigori, ricordi ancora la gioia e i caroselli di auto appena Jugovic siglò il rigore che ci ha proclamati Campioni d’Europa, una gioia che ancora oggi è dentro i cuori di tutti noi. Spero solo che quiei momenti tornino presto.
Tourbillon incessante di nomi sul mercato, si va da comprimari a stelle di prima grandezza: enorme il numero di giocatori accostati alla Juve. Dovendo attenersi ad una valutazione realistica, quindi non da tifoso, cosa si aspetta dalla prossima sessione di mercato invernale? Ci dica qual è il nome che più di altri La farebbe sognare, meglio ancora se non già accostato ai colori bianconeri.
Preferirei, invece di fare nomi, dire ruoli dove abbiamo lacune, infatti spero vivamente che il nostro caro Marotta si dia da fare per rinforzare la nostra difesa sia centralmente che sulla fascia sinistra, in quanto ancora oggi, io e credo la maggior parte dei tifosi, non abbiamo capito l’operazione Ziegler, il nostro centrocampo essendo blindato non ha bisogno di nessun tipo di cambiamenti (almeno ci auguriamo che non facciano qualche altra operazione “tabù”) e men che meno l’attacco dove abbiamo anche dei giocatori fuori rosa per esubero. Se poi vogliamo fare un nome per il mercato futuro eccolo “ALESSANDRO DEL PIERO” grande e intramontabile capitano: forza Andrea facci questo regalo.
Quali sono i rapporti del Club Doc con la società Juventus F.C.? Ritiene soddisfacente l’apparato organizzativo della società, in tema di comunicazione, con quelli che da sempre sono i gruppi che rappresentano la Juventus sul territorio?
Dal punto di vista delle comunicazioni ancora qualcosina da rivedere c’è, in quanto si sente la distanza tra la società ed i Club doc, ma per quanto riguarda la partecipazione ad eventi organizzati dalla Juve, come club Doc, siamo molto più agevolati rispetto ai tifosi non tesserati. Secondo il mio parere la societa dovrebbe essere piu presente nella vita dei club, so che per una società come la Juve trovare del tempo libero è molto difficile però come si suol dire volere è potere.
Siamo ai saluti finali.
Ringrazio la redazione di Canale Juve per averci dato questo spazio per far conoscere a tutti i tifosi della Signora il nostro club e colgo l’occasione per porgere un invito al direttore Fabio Giambò, persona di grande disponibilità, e a tutta la redazione di farci visita. Vorrei inoltre salutare tutti i tesserati del Club Doc Roberto Bettega e tutti i tifosi della Signora e ricordatevi fino alla fine FORZA JUVENTUS!





















