Juve che perde si cambia

Più volte, nei nostri articoli, abbiamo evidenziato come sia una urgenza assolutamente primaria che Andrea Agnelli si comporti a tutti gli effetti da primo ministro juventino, con o senza portafoglio. Se infatti i cordoni della borsa li regge il cugino dominante, pallido erede dell’Avvocato, il figlio del Dottore deve dare piena dimostrazione di aver ampi margini di discrezionalità per quanto riguarda tutte le scelte che non coinvolgono di fatto la matrigna Exor.

Se la battaglia su Farsopoli rappresenta ovviamente una priorità – e sul punto Andrea Agnelli ha mostrato di non essere esente dal vizio del revirement, come fatto ultimamente sull’esposto e sul principio di parità di trattamento – è altrettanto vero che tornare ad essere competitivi sul campo e fuori è fondamentale. Come è fondamentale poter operare circondato da collaboratori di fiducia, meglio ancora se scelti personalmente. In questo campo la Juventus ha operato una parziale scrematura che rivela come il lavoro di Andrea Agnelli si sia concentrato anche sul rinnovamento dei profili gravitanti attorno a Corso Galfer.

Il graduale allontanamento di Jean Claude Blanc, avvenuto comunque in tempi troppo lunghi per i tifosi, in favore di Aldo Mazzia, è uno degli esempi più importanti: è pur vero che Mazzia è un uomo Exor, ma è altrettanto vero che per anni ha servito fedelmente gli Agnelli, ed in particolare le società collegate all’universo umbertiano (come Alpitur). In qualità di amministratore delegato con competenze finanziarie, il ruolo di Mazzia sarà né più né meno quello di far quadrare i conti in rosso della Juventus. Una missione non facile, quindi, ma che chiunque potrebbe adempiere con risultati non peggiori del suo predecessore francese, grande sciagura di questo quinquennio.

Un ingresso da molti sottovalutato è quello di Maurizio Lombardo alla segreteria generale: un ruolo che per molti significa poco, ma che in una società è di vitale importanza per il disbrigo di tutte le funzioni meramente interne ed organizzative. Lombardo, proveniente dal Brescia, arriva in sostituzione di Francesco Gianello – che ha ricoperto il ruolo temporaneamente – e si presenta fresco vincitore del riconoscimento di miglior segretario sportivo d’Italia nel 2010.

Vacante e assolutamente prioritaria è una figura di elevata competenza per il marketing: ciclicamente torna il nome di Romy Gai, a questo punto non resta che incrociare le dita e sussurrare “magari”. Il marketing della Juventus fa semplicemente pena.

Un discorso a parte meritano Marotta e Conte. Il primo, scelto da Elkann e Blanc, Agnelli se lo è ritrovato con un contratto già firmato al momento della sua ascesa al soglio bianconero: giocoforza non ha avuto altra alternativa che accettarlo di buon grado (?) e scommettere sull’ex Samp. Ma, va detto, non si tratta di una scelta diretta di Andrea Agnelli che, in cuor nostro lo speriamo vivamente, potrebbe anche aprire le porte ad un ritorno clamoroso. Ovviamente parliamo di Luciano Moggi, ma siamo davvero nel campo del fantacalcio. Anzi, farsacalcio forse è il termine più adatto.

Antonio Conte è invece diretta emanazione del volere di Agnelli: rappresenta la più bella e difficile scommessa di questo 2011. Già il fatto di ripartire da una “scommessa” non è la prospettiva più esaltante in assoluto, ed anzi rappresenta bene il grado di aleatorietà cui ci si sottopone in un anno decisivo per le sorti presenti e future della Juventus. Ma il bagaglio che Conte porta con sé, in termini di entusiasmo e pura juventinità rappresenta un contraltare che fa superare di slancio – almeno sino ai primi ed inevitabili passaggi a vuoto – tutti i rischi dell’impresa.

Nel complesso l’impresa di Agnelli di riportare in alto la Juventus appare ancora in alto mare: per una serie di fattori interni ed esterni, tra cui il rapporto con Exor e quello con i media che, in definitiva, da Exor sono controllati con quote tutt’altro che secondarie. Vi è chi parla di unità d’intenti tra Andrea e John: vedendo la semplicità con cui i giornalisti sportivi si possono permettere attacchi al cuore della Juve e della sua storia, c’è da sperare che non sia così.

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Scritto da il 11 lug 2011 . Registrato sotto Generali, JuvEconomy, News, Rubriche .

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