Nel calcio, si sa, i numeri non sono tutto, eppure spesso aiutarsi con le cifre per decodificare una partita di calcio consente di cristallizzare alcuni dati indiscutibili che non sfuggono all’osservatore esterno.

Nel match con il Chievo le statistiche attestano alcuni dei trend che accompagnano la Juventus dall’inizio della stagione: percentuale bulgara di ball possession ( 61% contro il 39% clivense ) con un’accuratezza dei passaggi vicina all‘84%, quindi in media con le statistiche generali della Juventus. Il migliore in questo senso è stato Lichtsteiner che ha effettuato 64 passaggi con un’accuracy del 91%, meglio anche di Andrea Pirlo che ha effettuato 58 passaggi, precisi nell’84% dei casi.

Dei 563 passaggi totali effettuati dalla Juventus ( dato grossomodo in linea con le statistiche stagionali ), ben il 15% sono state palle lunghe, e solo il 6% cross dalla fascia.

Sul profilo dell’aggressività, meglio il Chievo, con 25 tackles contro i 19 juventini: Dramé e Rigoni, Caceres e Lichtsteiner i migliori nei contrasti. Il dato riflette bene le caratteristiche della squadra di Di Carlo, team votato all’agonismo tanto quanto la Juventus, e, nel match, migliore sotto questo profilo. Ad ulteriore dimostrazione, si può citare la percentuale di duelli aerei vinti dai veronesi ( 56% ) che sopravanza, e non di poco, il 44% bianconero.

La Juventus ha tirato più del Chievo: 20 tiri a 14, 12 corner a 0. Ad ulteriore testimonianza delle difficoltà della Juventus sotto porta, il giocatore che ha portato più conclusioni verso i pali difesi da Sorrentino è stato Mirko Vucinic ( 5 tiri ), in una serata in cui il montenegrino non ha esattamente brillato. Il più preciso e pericoloso è stato un gregario: Simone Padoin, 2 tiri su 2 nello specchio ed altrettante risposte da campione di Sorrentino, migliore dei suoi.

La buona prova di Paolo De Ceglie e la verve di Emanuele Giaccherini giustificano in parte la migliore prestazione della catena di sinistra, fascia scelta per il 43% delle azioni d’attacco. Meno sfruttata la fascia destra che era stata uno dei punti di forza del 4-3-3 di inizio anno. Le posizioni medie dei giocatori in campo testimoniano che la Juventus ha giostrato con un vero e proprio tridente ( Giaccherini sulla linea di Matri e Vucinic, quest’ultimo molto vicino alla punta centrale ), mentre anomala è la posizione di Padoin, molto largo a destra, che ha dato vita ad una sorta di 3-4-3 ( si ricorda che parliamo di posizioni medie e non moduli ) con Lichtsteiner molto più basso rispetto a De Ceglie.

Fonte dati: whoscored.com

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