La Juventus conquista la quinta Supercoppa Italiana della sua storia, battendo, ai tempi supplementari, 4-2 il Napoli. Di seguito troverete le pagelle stilate dalla nostra redazione.

Buffon 6,5 – Ufficialmente Capitano dopo l’addio di Alex, Gigi raccoglie l’eredità al meglio. Si oppone da campione al primo tentativo di Cavani in occasione dell’1-0 del Napoli; nulla può sulla rete di Pandev. Per il resto dimostra sicurezza in tutte le occasioni in cui viene chiamato in causa.

Lucio 5,5 – Ancora fuori fase nella difesa a 3 ed in totale disagio nell’affiatamento coi compagni. Rimane coinvolto nel pasticcio che porta al vantaggio dei napoletani; nel secondo tempo si lascia sfuggire Cavani che per poco non realizza la doppietta personale. Cresce alla distanza, rinfrancato dal risultato di pareggio conseguito, e si rende protagonista di buoni anticipi di testa e discreti (finalmente) fraseggi con i compagni.

Bonucci 5 – Comincia benissimo Leo che con un gran lancio metterebbe Marchisio a tu per tu col portiere, ma dopo qualche altra ottima chiusura si spegne la luce: al pari dei suoi compagni di reparto, sbaglia i tempi nel mettere in fuorigioco i partenopei sull’1-0; sbaglia, clamorosamente, ben 3 volte sul gol di Pandev; in coabitazione con Buffon, reo di non “chiamargli” l’uomo, rischia il patatrac in fase di disimpegno, con Cavani sempre in agguato. Qualche buona chiusura non lo riabilita da una gara sicuramente da dimenticare. Ma con tutto ciò che ha passato nelle ultime settimane, possiamo concedergli anche una serata così. A patto che non si ripeta nuovamente.

Barzagli 6 – Gara di sostanza quella di Andrea, che non perde nessun uno contro uno e cerca di dare sicurezza e coraggio ad un reparto difensivo ancora con il cartello “lavori in corso”.

Lichtsteiner 6,5 – Schierato sull’out di destra ingaggia un duello all’ultimo sangue con il nervosissimo colombiano Zuniga. Stephen disputa una gara di spessore, condita da buoni inserimenti, non sempre premiati, e ottima diligenza in fase difensiva, durante la quale si rende protagonista di pregevolissime chiusure. Sostituito da Padoin.

Vidal 6 – Mette il piede nei primi due gol, assistendo Asamoah sul primo e realizzando il rigore procurato da Vucinic sul secondo. Per il resto, la solita gara del cileno: arruffone e generoso. L’abbiamo visto più brillante in altre circostanze, ma comunque non ha affatto demeritato.

Pirlo 6 – Preso nella morsa dei centrocampisti napoletani, che anzichè fare gioco decidono di rompere quello altrui, Andrea non riesce ad incidere come al suo solito. Ciò nonostante, le trame di gioco partite dai suoi piedi non sono poche, ed il terzo gol è (quasi) tutto suo, visto che si procura e calcia la punizione deviata in rete da Maggio.

Marchisio 5,5 – Decisamente il meno brillante della mediana bianconera. Riscatta parzialmente la sua opaca prestazione assistendo meravigliosamente Vucinic in occasione del 4-2 finale.

Asamoah 7,5 – Schierato a sorpresa al posto di De Ceglie, Asamoah dovrebbe limitarsi a limitare, scusate il gioco di parole, le sgroppate di Maggio. Dopo qualche minuto, invece, si capisce che sarà tutto il contrario, con il ghanese che mette più volte alla berlina il centrocampista della nazionale. Dopo aver messo in mostra doppi passi, finte, contrasti  e dribbling, il nostro Kwadwo, al minuto 37 del primo tempo sfodera un sinistro al volo che beffa De Sanctis e regala alla Juve il primo pareggio. Durante i tempi supplementari, e dopo aver mantenuto un ritmo pazzesco per tutta la durata della gara, pesca Marchisio in area partenopea, dando il via alla rete del 4-2. Ininfluente l’unica sbavatura, che gli costa il mezzo punto in pagella, su una rimessa laterale battuta orizzontalmente e che rischia di rivelarsi letale. Chiamatelo top player, se volete.

Matri 5 – Da par suo, lotta, sgomita, ci prova, ma non va. Alessandro perde, ed anche in modo netto, il confronto a distanza con Cavani, ovvero il giocatore che Conte tanto vorrebbe. Sostituito nella ripresa da Vucinic.

Giovinco 6 – Piccolo e sgusciante per com’è, riesce più volte ad eludere la guardia dei buttafuori in maglia azzurra, senza però riuscire a creare particolari pericoli. Dialoga bene con in compagni e si procura falli in quantità, uno dei quali porterà all’espulsione di Zuniga.

Vucinic 8 – Man of the match. Parte dalla panchina a causa di una condizione fisica ancora approssimativa, ma quando entra è un’iradiddio per la difesa del Napoli (cit. del maestro Francesco Repice). Dopo pochi minuti De Sanctis devìa sulla traversa una sua sventola da distanza ravvicinata. Successivamente è Cannavaro a respingere il suo tiro con De Sanctis ormai dribblato e fuori causa. Si procura il rigore che Vidal realizzerà e metterà dentro il pallone del 4-2 su generoso assist di Marchisio. Oltre a questo tanta tanta classe. Se giocasse sempre così, potrebbero rimanere a casa tutti i Robin Van Persie del mondo.

Padoin 6 – Sostituisce uno stanco e nervoso Lichtsteiner e ci mette tutta la diligenza del caso senza commettere alcuna sbavatura. Un suo tiro-cross crea apprensione in area napoletana.

Giaccherini S.V. – Passerella finale per il piccolo Giak che sostituisce Giovinco. In una gara che a quel punto non aveva più nulla da dire, ovviamente non fa in tempo a mettersi in mostra.

Carrera (Conte) 7 - Come ampiamente previsto si schiera col 3-5-2, ma a sorpresa sceglie Matri e Asamoah in luogo di De Ceglie e Vucinic. La squadra gioca alla grande e viene infilata due volte per errori individuali. Il cambio di Vucinic, anche se abbondantemente prevedibile, cambia la storia del match.

De Laurentis 1 – La sceneggiata finale, con la squadra non mandata alla premiazione, riesce addirittura a far passare in secondo piano, tutta la bagarre, da lui creata, sulla sede di disputa delle gara.

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