L’asso di picche
Nonostante il pareggio interno col Cagliari, complice la caduta del Milan nel derby, la Juve si ritrova nuovamente sola in testa. Il fatto che quest’estate nemmeno il più ottimista dei tifosi si aspettasse di leggere questa classifica, fa capire quanto di buono ci sia stato sia nel lavoro di Antonio Conte sia nel mercato estivo condotto da Beppe Marotta. Una Juve muscolare, tecnica, grintosa e costante nel rendimento, basti pensare che proprio domenica è stato battuto il record di partite iniziali consecutive senza sconfitte.
I bianconeri giocano senza dubbio un bel calcio, fatto di triangolazioni, verticalizzazioni e scambi rapidi che spesso imbambolano i difensori avversari. Ma questo basterà a raggiungere quel traguardo che in tanti profondamente sperano ma che in pochi si sognano di dire? In caso contrario, cosa manca per conquistarlo?
Quello che balza all’occhio in quasi tutte le partite dei bianconeri è il volume di gioco proposto: un gran possesso palla che a volte però non si traduce in altrettante conclusioni a rete. Rete che quando arriva, non arriva mai per caso, ma è sempre espressione di belle giocate di squadra. E questo avviene se tutti girano al 100%. Il problema è che un campionato è lungo ed un calo è fisiologico, tanto più se a giocare sono quasi sempre gli stessi.
In partite come quella di domenica col Cagliari è mancato lui. Ci fosse stato, si sarebbe risolta lo stesso. Un guizzo, una giocata dal nulla, e anche se stavi soffrendo, anche se la squadra non era al massimo della condizione, avresti portato a casa il risultato.
La Juve 2010/11 era fondata sulla quantità. Tanti elementi, una squadra potente ma non tecnica. Il risultato è stato un anonimo settimo posto.
La Juve 2011/12 ha aggiunto molta tecnica. Tanti elementi, una squadra brillante, un allenatore capace. Ma che per vincere deve girare al massimo.
Per il sogno, manca l’asso.





















