Canale non Ufficiale

Ogni volta è sempre un colpo all’anima…

Di Enrico Zanone

“QUANTE VOLTE SEI MANCATO, QUANTE VOLTE MANCHERAI… ED OGNI VOLTA E’ SEMPRE UN COLPO ALL’ANIMA”

Inizio questo mio pensiero dedicato al Capitano con la strofa di una canzone di Liga, perché secondo me ci mancherà più di quanto in questo momento possiamo pensare. Come in tutte le favole, fino all’ultimo abbiamo sperato in quel lieto fine che -purtroppo- non c’è stato. Fino alla fine non ho, volutamente, mai parlato dell’argomento Del Piero, oggi come juventino non posso esimermi dal farlo.

Voglio fare una premessa di base, da intenditore quale mi reputo sull’argomento calcio, so benissimo che un nuovo ciclo o una nuova era non poteva nascere mettendo al centro del progetto il Capitano; solo un folle può pensare che con il gioco di Conte, basato su dinamismo e corsa, si potesse mettere Alex come punto fermo dell’11 titolare, ma quello che maggiormente mi rammarica sono stati i toni e i modi di un addio deciso da altri e non da Alessandro stesso. Sentire poi quei tifosi che recitano “I calciatori passano, ma la maglia resta ed è quello che conta”, è una cosa che trovo veramente assurda, perché una bandiera come Alessandro Del Piero non si può ammainare e mettere in un cassetto come il non rinnovo di un calciatore qualunque.

Quello che penso, di tutta la situazione e la diatriba che si è venuta a creare con AA (scusate ma preferisco non scrivere il suo cognome) è paradossale; nessuno dei due ha ragione o torto in senso assoluto, ma penso che fra persone mature, che voglio il bene della stessa cosa (la Juventus Football Club), il rinnovo di Del Piero sarebbe stata veramente la ciliegina sulla torta di questa stagione, forse più della coppa italia persa a Roma meno di una settimana fa. Del Piero ha dimostrato la sua professionalità, accettando sempre le decisioni di Conte; non lamentandosi mai, anche quando gli veniva preferito il Borriello di turno, molto meno fresco atleticamente di lui e tecnicamente almeno venti anni dietro il Capitano. Ha accettato la panchina di Firenze e Novara, quando a risultato ormai acquisito, il mr. metteva i vari Elia per dare spazio a chi ha giocato meno. Ma quando è stato chiamato in causa (a volte quasi assurdamente a pochi minuti dal fischio finale!!!), Del Piero ha sempre dimostrato di essere in palla e con una voglia che nessuno di coloro che gli stavano accanto aveva; non voglio parlare dei 15 minuti contro il Napoli o del gol decisivo alla Lazio, ma parlo di tutto quello che Alex rappresentava per il gruppo. Un uomo e un professionista che poteva ancora dire la sua, in campo e nello spogliatoio, e che per motivi a noi oscuri è stato messo alla porta.

È vero, ha avuto la standing ovation che nessuno mai ha avuto (e mai nessuno avrà a mio avviso) durante Juventus-Atalanta, l’ultima “a casa sua”, ma non dimenticate come ha giocato per oltre un’ora, con un dolore che solo la forza e la determinazione di un campione che vuole chiudere nel migliore dei modi può avere. Le lacrime dei tifosi (comprese le mie) alla sua sostituzione sono l’emblema di quello che Alessandro è stato per tutti noi, per tutti coloro che sono cresciuti con lui e che –come me- ricordano indistitamente ogni singolo gol realizzato, assist per un compagno e l’abbattimento di tutti i record possibili e immaginabili.

Ma Alessandro Del Piero per chi lo ha amato come me è molto più di numeri e gol.

Alessandro c’era quando bisogna esserci. Nello sport e non solo;

- C’era il giorno in cui c’era da raccogliere l’importante eredità di quello che probabilmente è stato l’ultimo vero fuoriclasse del calcio italiano;

- C’era quando sono diventato maggiorenne, nel regalo fattomi da un caro amico;

- C’era quando si è passati da 0-2 a 3-2 contro la Fiorentina con un tocco che resterà negli occhi di tutti gli juventini innamorati della Juventus;

- Cera quando mi sono diplomato con una sua figurina panini portafortuna in tasca;

- C’era il giorno in cui c’era da tornare competitivi anche in Europa;

- C’era quando si è tornati sul tetto d’Europa a suon di gol che resteranno suoi e solo suoi per sempre;

- C’era quando mi sono alzato alle 4 per seguire Juventus-River Plate ed un suo gol in girata ci ha portati sul tetto del mondo;

- C’era quando abbiamo pianto per lr finali perse col Real dove si è fatto male nei primi minuti o per quelle contro Borussia e Milan con due suoi gol inutili;

- C’era quando per la prima volta ho pianto vedendolo uscire in lacrime e su una barella dallo stadio Friuli;

- C’era quando non giocava, perché senza di lui dal primo posto siamo scivolati al quinto;

- C’era quando Inzaghi non lo vedeva solo in aerea;

- C’era quando segnava solo da fermo;

- C’era quando tornò a segnare di testa contro il Parma, un gol (l’ennesimo) decisivo per la conquista del triocolore;

- C’era il giorno in cui ho fatto sesso per la prima volta, nella mia stanza, attaccato alla parete in un poster a formato naturale;

- C’era quando ci fu lo scontro Ronaldo-Iuliano, segnando un gol meraviglioso e sbagliando un calcio di rigore;

- C’era quando pianse per il gol dedicato al suo papà scomparso pochi giorni prima;

- C’era quando mi sono iscritto all’università e per festeggiare il primo esame, andai a comprare la sua maglia originale;

- C’era quando un fallito boemo provò a distruggerlo con le sue accuse basate sul nulla;

- C’era quando nel 2000 l’Italia perse un Europeo che non meritava di vincere, ma che per due suoi errori clamorosi non portò a casa e lui se ne assunse tutte le colpe;

- C’era quando il 5 maggio 2002 in quello stadio disgraziato per la sua carriera, vivemmo il giorno più bello e godurioso per noi juventini;

- C’era quando scomparve l’indimenticato Avv. Agnelli a cui regalò un gol di rara bellezza;

- C’era il giorno in cui ho visto la mia prima partita di Champions dal vivo, dopo 21 ore di treno, contro il Real Madrid e siglò il 2-0 dopo aver ubriacato di finte un certo Hierro. La partita perfetta;

- C’era nel 2006 a Bari a festeggiare uno scudetto;

- C’era pochi mesi dopo, quando in un’aula di tribunale si decise di mandarlo in B;

- C’era quando andammo a Berlino e chiuse la pratica con un gol di classe pura contro la Germania;

- C’era nella cinquina dei rigoristi che ci fece laureare campioni del mondo e ogni juventino avrebbe preferito forse perdere quel mondiale ma non vederlo sbagliare dagli 11 metri;

- C’era in tutti i più grandi dualismi degli ultimi anni Baggio/Del Piero, Totti/Del Piero, Cassano/Del Piero;

- C’era quando ho conosciuto Margherita in quel lontano agosto 2006, con la foto insieme a lui fatta (all’aeroporto) a fare da sfondo al mio cellulare di allora;

- C’era a Rimini, con al polso il polsino nero col tricolore. Quello vero e non di cartone;

- C’era quando si è tornati in testa, nonostante la penalizzazione, e non si è più lasciata;

- C’era quando c’era da fasteggiare il gol numero 200 in maglia bianconera, ed era felice di averlo festeggiato in B contro il Frosinone, come se fosse contro il Barcellona;

- C’era quando si vinse il campionato cadetto;

- C’era quando vinse la classifica cannonieri;

- C’era al ritorno in A;

- C’era al ritorno in Champions con 3 gol in 2 gare al Real Madrid, con tanto di standing ovation del Bernabeu tutto in piedi. Solo per lui;

- C’era quando c’era da conquistare la classifica cannonieri della massima serie e lasciò un rigore (a Genova contro la Sampdoria) all’amico Trezeguet per farlo arrivare con lui in testa alla classifica;

- C’era al primo Napoli-Juventus visto al San Paolo con Margherita;

- C’era a San Siro contro i prescritti per il primo Inter-Juventus post-calciopoli che decise con una punizione delle sue sotto la traversa;

- C’era il giorno della mia Laurea e in tutte le notti per finire la tesi con una sua foto a fare da sfondo al desktop del mio computer;

- C’era quando si toccò il momento più basso della storia juventina con due settimi posto consecutivi che non dimenticheremo mai;

- C’era all’inaugurazione accanto a Boniperti;

- C’era all’inaugurazione più di Boniperti;

- C’era al Comunale, al Delle Alpi e all’Olimpico di Torino ed ha fatto di tutto per esserci anche allo Juventus Stadium, che ha incantanto con quattro reti una più bella dell’altra;

- C’era e potrei continuare ancora per ore, ma mi fermo qui.

- C’era e nel nostro cuore ci sarà sempre, perché quando si ama non ci può mai essere un vero addio.

Ho iniziato citando una strofa della canzone di Ligabue e concludo con quella di una di Venditti che speriamo si concretizzi in futuro “CERTI AMORI NON FINISCONO, FANNO DEI GIRI IMMENSI E POI RITORNANO”…

Ciao Alessandro, buona fortuna…

Noi possiamo solo dirti grazie ed essere orgogliosi di poter parlare di te ai nostri futuri figli e nipoti.

Scritto da il 26 mag 2012 . Registrato sotto Generali, News, Social&Media, Spazio tifosi .

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