Questioni di tattica: Milan – Juventus ( Tim Cup )
Un po’ come in Spagna, dove la stagione è dominata dai clasicos, anche in Italia si va verso una seconda parte di stagione segnata dagli scontri diretti tra Milan e Juventus, che si affronteranno tre volte nei prossimi quaranta giorni. Speriamo che rispetto al clasico iberico lo spettacolo, soprattutto sotto il profilo del fair play, sia nettamente diverso.
MODULI A CONFRONTO
Juventus che si schiera con un modulo 3-5-2 che in fase offensiva porta costantemente quattro giocatori in linea d’attacco, mentre le fasi di transizione negativa portano a giocare con la difesa schierata sia a quattro che a cinque. Il Milan propone il consueto 4-3-1-2, dove il trequartista è, rispetto alla formazione base dove giostra Boateng dietro le punte, un vero e proprio fantasista come Clarence Seedorf. Il 3-5-2 di Conte sacrifica qualcosa in termini di pressing alto sui difensori ma dà maggiore densità in mediana e consente di schierare due punte vere ( Borriello e Del Piero ) costantemente supportate dai tagli interni e profondi di Giaccherini e dalla corsa degli esterni Padoin ed Estigarribia. Allegri imposterà il Milan sul consueto possesso palla in zona arretrata, per poi accelerare improvvisamente grazie al movimento a rientrare di Ibrahimovic, vero e proprio catalizzatore di palloni e ispiratore delle manovre offensive, mentre meno contributo del solito verrà dagli interni, con caratteristiche diverse da quelle di Nocerino, incursore e sorpresa del campionato.
DUELLI CHIAVE
Ibrahimovic vs Chiellini: un duello molto fisico, che nel passato ha sempre regalato scintille, seppur molto corretto tra due giocatori che amano fare a sportellate. Ibra ha sempre definito Chiello uno dei difensori più duri da affrontare, ricambiato in questo dal nostro Giorgio. Quando lo svedese graviterà sulla zona di centro – sinistra, starà a Chiellini cercare di limitare il più possibile le sue capacità di protezione del pallone ed evitare che l’attaccante riesca a giocare fronte alla porta.
El Shaarawy vs Pirlo: difficilmente l’olandese potrà fare il lavoro di copertura, pressing o anche solo tattico ( chiudendo la luce delle linee di passaggio ) che spesso gli allenatori chiedono ai propri giocatori d’attacco. Potrebbe toccare al giovane egiziano questo compito, più giovane, resistente e dinamico, anche perché gli altri centrocampisti del Milan, tutti piuttosto statici, difficilmente si alzeranno in pressing così alto. Ma Allegri potrebbe anche scegliere di non mettere nessuna particolare gabbia su Pirlo.
Borriello vs Thiago Silva: il centravanti napoletano dovrà spendersi parecchio in pressing sul difensore brasiliano, vero e proprio regista del Milan che dalla cintola in giù non ha giocatori tecnicamente più dotati del fortissimo e roccioso centrale. Ergo Borriello, più di Del Piero, dovrà costringere il Milan ad uscite di palla che non coinvolgano Thiago. Opera non facile, anche perché il brasiliano è in possesso di un’accelerazione palla al piede che gli consente di uscire con naturalezza da situazioni di pressione alta.
CONCLUSIONI
Sarà una partita spettacolare, difficile stabilire chi vincerà un equilibrio tattico che potrebbe essere rotto dalle giocate dei singoli, a meno che la Juventus non riesca a replicare la straordinaria prova ( tattica, dinamica ) dello scorso ottobre. Armi opposte per le due squadre: ricerca del possesso palla prolungato, appoggio sulle punte, ricerca del predominio territoriale e della superiorità numerica grazie alle qualità dei singoli per il Milan. Ritmo, aggressività, possesso palla più “verticale” e movimenti senza palla coordinati le armi del football di Antonio Conte.
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