Raccontiamo la Leggenda: era il 17 settembre 2008

Scegliere una rete di Alessandro Del Piero non è sicuramente compito facile perché il Capitano non è mai banale quando insacca la palla nella rete. Tuttavia i calci di punizione sono sempre stati i miei preferiti, forse per quella sicurezza che ho sempre nel momento in cui Alex si avvicina alla palla. Ogni volta non mi viene da pensare che fra un rigore ed un calcio di punizione non ci siano poi per lui tante differenze. Quella volta però non credevo di poter vedere quello che poi ho visto.

Era una serata di quelle difficili, della Juve di Ranieri che scacciata l’onta negativa di Calciopoli tornava in Champions, edizione nella quale saremmo poi stati eliminati dal Chelsea. La partita in questione è Juventus-Zenit San Pietroburgo. I russi quella sera si erano dimostrati squadra molto ostica, ben organizzata, solida fisicamente e che stava portando a casa da Torino un meritato pari nel girone eliminatorio. Quando mancavano poco più di dieci minuti alla fine, venne assegnato dall’arbitro un calcio di punizione per fallo su Pavel Nedved.

Posizione di poco decentrata alla destra del portiere ma distanza pressoché proibitiva, circa trentasette i metri che separavano il pallone dalla linea di porta. Il Capitano come al solito prese la palla, fece qualche passo indietro e calciò. Quando tutti aspettavano un cross in area nel tentativo di correggere la palla in rete, accadde l’impossibile. Alex calciò in porta beffando il portiere sorpreso da una traiettoria incredibile che terminò la sua corsa all’incrocio dei pali. Quel tiro che Alex aveva accuratamente imparato dopo aver visto Totò Schillaci calciare in quel modo ma su azione contro l’Uruguay al mondiale di Italia ˈ90, come riportato nel suo libro “Giochiamo ancora”.

Da qual giorno dopo ogni allenamento Del Piero si fermava a provare i calci di punizione per replicare quel tiro che prima s’impenna e poi scende, questa volta con una difficoltà in più, calciare da fermo. Bene, Alex imparò alla grande quel modo di calciare perché prima di quella magica rete in Champions ce ne furono altre, poi altre dopo ed altre ancora arriveranno da quel piede che ci ha regalato 19 anni di emozioni con la maglia bianconera. Capitano questo non è un addio ma solo un lento arrivederci che tende all’infinito…grazie di tutto, grazie per essere stato semplicemente Alessandro Del Piero.

Scritto da il 20 giu 2012 . Registrato sotto Amarcord, Generali, In evidenza, News, Personaggi .

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