Raccontiamo la leggenda: era il 5 novembre 2008

Raccontiamo la leggenda: Un Capitano, 2 reti e una standing ovation che vale una vita

05/11/2008, minuto 92 di Juventus – Real Madrid. Il tempio del calcio spagnolo, l’Estadio Santiago Bernabeu di Madrid, tutto esaurito per l’occasione, omaggia Alessandro Del Piero con una standing ovation impressionante: 80.000 persone applaudono all’unisono il Capitano Bianconero, che ha appena scritto l’ennesimo capitolo della sua leggenda.

Torniamo indietro di qualche ora: UEFA Champions League 2008/2009, quarta giornata della fase a gironi, Girone H. Sono in programma per la serata Bate Borisov – Zenit e Real Madrid – Juventus, con la Juve che guida il gruppo, forte delle vittorie casalinghe con russi e spagnoli e del rocambolesco pareggio con il Bate in Bielorussia.

La Juventus di Ranieri, dopo un periodo crisi, viene da un ottimo filotto di 3 vittorie consecutive in campionato e un risultato utile contro il Real le garantirebbe il passaggio del turno quasi matematico. Viceversa, il Real Madrid deve vincere ad ogni costo, sia per riscattare la sconfitta di Torino della giornata precedente sia per non rischiare di essere beffato dallo Zenit, che per fortuna degli spagnoli andrà a pareggiare a Borisov poco prima dell’inizio del big match.

Classico 4-4-2 per la Juve (in maglia oro) con Marchionni preferito a Camoranesi sull’out di destra, e davanti la coppia Del Piero – Amauri. Per il Real squadra a trazione anteriore, con Sneijder, Raul e Drenthe dietro Van Nistelrooy, e un modulo che in fase offensiva diventa praticamente un 4-2-4.

Fischio d’inizio, le merengues provano a chiudere la Juventus nella propria metà campo ma non arrivano conclusioni pericolose dalle parti di Manninger. Minuto 17: Marchionni recupera palla a centrocampo e serve Del Piero. Sembra un’azione cone le altre ma il Capitano avanza verso la trequarti madrilena come se galleggiasse nell’aria, con una finta di corpo inganna Heinze, si accentra e guarda l’ex-compagno Cannavaro e il portiere Casillas.

Come d’incanto Alex lascia partire una staffilata dorata, un sinistro tanto morbido quanto velenoso che parte dai 25 metri e s’insacca nell’angolino basso della porta di Casillas, alla destra del portiere. I tifosi blancos non ci credono, si strofinano gli occhi, e quando li riaprono riescono a vedere solo Alex che corre mostrando loro la lingua, e che verrà poi sommerso dai compagni in festa.

Bernd Schuster e gli 80mila del Bernabeu ci mettono un po’ a rendersi conto di ciò che è successo, ma poi il Madrid riprende a macinare gioco e mettere pressione alla Juventus, consapevoli del fatto che un simile miracolo non capita due volte, figuriamoci poi due volte nella stessa partita…

Il risultato resta inchiodato sull’1-0 per la Juve, i blancos ci provano in tutti i modi ma falliscono due buone occasioni prima con Van Nistelrooy e poi con Sergio Ramos. Per la Juve solo un’opportunità con Amauri, ma al 21′ i madrileni commettono l’errore fatale, lo stesso che in quei giorni è costato la partita anche alla Roma: concedere un calcio di punizione dalla trequarti alla Juventus. Ed è qui che il prodigio si ripete, come in un libro fantasy.

Casillas è completamente in trance, non sa davvero come riuscire a prevenire la punizione di Del Piero, una sentenza in quell’annata addirittura più che in tutte le altre stagioni. Ragiona, ci pensa, piazza la barriera alla sua destra e si posiziona al centro della porta, come a voler sfidare il Capitano. Grandissimo errore.

Alessandro prende la rincorsa, calcia come sa fare lui, disegna un arco appena sopra la barriera merengue e lascia cadere la palla proprio dietro di essa, nello stesso fazzoletto di terra battezzato con il gol nella prima frazione. Iker Casillas è rimasto immobile, Pinturicchio scivola con le ginocchia sull’erba ed è consapevole di aver scritto la storia del calcio.

Ritorniamo quindi all’inizio della nostra favola, perchè di favola si tratta: dentro De Ceglie, fuori la storia della Juventus, del calcio italiano e di quello mondiale, fuori Alessandro del Piero. Un boato che il Santiago Bernabeu non ha riservato più a nessun altro dopo quella partita, una prestazione da 10, come il numero che porta sulla schiena: anche per quella serata così intensa ed emozionante, dobbiamo dirti GRAZIE CAPITANO.

Scritto da il 15 giu 2012 . Registrato sotto Amarcord, Generali, News, Personaggi .

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