Canale non Ufficiale

Sentenza Disciplinare: i motivi dell’assoluzione di Bonucci e Pepe

Così come Palazzi si è arrogato il diritto di considerare credibili a targhe alterne i “collaboratori di giustizia”- pur accordando a tutti piena tutela, leggi forti sconti, anche in presenza di mendacio – anche la commissione discipinare si è riservata di sganciare qualche siluro verso l’impianto accusatorio faticosamente eretto dal procuratore.

La motivazione principale, relativamente ad Udinese – Bari, gara che vedeva deferiti tra gli altri Bonucci, S. Masiello, Belmonte ( illecito sportivo ) e Pepe ( omessa denuncia ), del proscioglimento di massa pronunciato dai giudici di prime cure è da ricercare essenzialmente negli “arricchimenti progressivi” – per  dirla con Palazzi – emergenti dalle dichiarazioni rese del Masiello Andrea ora all’autorità giudiziaria, ora al procuratore del ( e nel ) pallone.

Arricchimenti progressivi che si sono rivelati esattamente quello che sono, al netto degli artifizi dialettici di Palazzi: Masiello ha cambiato più volte versione relativamente ad elementi determinanti del presunto illecito, con particolare riferimento al momento di formazione dell’accordo tra deferiti. Collocato temporalmente ora nello spogliatoio barese, durante la settimana, nelle successive versioni del Masiello il pactum sceleris è via via scivolato temporalmente nei momenti antecedenti la partita, sull’autobus che conduceva la squadra allo stadio.

Su un elemento così determinante è evidente che non possano essere ammessi continui cambi di versione: ciò che ha determinato l’assoluta mancaza di credibilità del Masiello sul punto in questione. La parte del leone l’hanno svolta le riserve critiche mosse dal pool difensivo del Bonucci che, per trascinamento, hanno provocato la caduta dell’accusa anche nei confronti dei co-incolpati.

Ma oltre a questo, che emerge chiaramente dalla sentenza, non si può omettere che il proscioglimento di Bonucci ( soprattutto ) e Pepe ( come conseguenza logica ) sia dovuto anche ad altre cause.

In primis la condotta tenuta da Palazzi in dibattimento: la costante ricerca da parte del procuratore di un patteggiamento che salvasse capra e cavoli ( a Bonucci era stata addirittura offerta la derubricazione ad omessa denuncia, con sconto di pena da 42 a 3 mesi!! ) e permettesse di conservare, più o meno intatto, il castello accusatorio costruito sulle dichiarazioni del pentito Masiello.

In secundis le vicende extra – sportive che hanno riguardato proprio Bonucci: il nome del difensore era stato iscritto nel registro delle notizie di reato a seguito delle parole rese da Masiello al PM di Cremona. Per competenza territoriale gli atti sono poi stati trasmessi alla procura di Bari che, dal canto suo, non ha ritenuto credibile il pentito Masiello continuando a considerare Bonucci unicamente come persona informata sui fatti e non indagato. Le valutazioni della procura barese hanno consigliato somma prudenza ai giudici della disciplinare, i quali devono aver soppesato il fatto che l’illecito sportivo, a differenza dell’omessa denuncia, ha il suo corrispettivo penale: la frode sportiva. E se Bonucci dovesse, come pare probabile, uscirne lindo dalla vicenda penale, il Tar non avrebbe avuto troppe difficoltà nel riconoscere a Bonucci un cospicuo diritto al risarimento del danno. Una somma che, con riferimento al solo mancato guadagno, basterebbe a mettere in grossi imbarazzi la Figc.

Anche per queste considerazioni non solo giuridiche, ma anche politiche, i giudici della disciplinare hanno scelto la via della cautela, riconoscendo infine l’infondatezza delle accuse mosse da Masiello e imprudentemente cavalcate da Palazzi. Che esce da questa vicenda come grande sconfitto su tutta la linea.

COMMENTA L’ARTICOLO SUL NOSTRO FORUM


Scritto da il 12 ago 2012 . Registrato sotto Altro caos, Calciocaos, Generali, News .

TI POTREBBERO INTERESSARE

 

Sondaggio

WALLPAPER CJ - Chi è stato il miglior bianconero di febbraio?

View Results

Loading ... Loading ...

CJ sul tuo smartphone

LA VIGNETTA

Social Network